5-Amino-1MQ – Molecola di Ricerca ad Alta Purezza (50 mg)
Panoramica
5-Amino-1MQ è un composto a piccola molecola che inibisce l’enzima nicotinamide N-metiltransferasi (NNMT), un regolatore chiave dell’equilibrio energetico cellulare e delle vie metaboliche, con una particolare attività nel tessuto adiposo. L’inibizione di NNMT è stata associata a una maggiore disponibilità di nicotinamide adenina dinucleotide (NAD⁺), un cofattore essenziale del metabolismo cellulare, che può influenzare l’attività mitocondriale e supportare processi di segnalazione dipendenti da NAD⁺, inclusa l’attivazione della sirtuina-1 (SIRT1).
SIRT1, spesso studiata nel contesto della regolazione metabolica e della risposta cellulare allo stress, è stata collegata nella letteratura scientifica a vie rilevanti per la salute metabolica, il metabolismo lipidico e la funzione cellulare associata all’invecchiamento. Nei modelli di ricerca preclinica, la modulazione dell’attività di NNMT è stata esaminata per i suoi potenziali effetti sul metabolismo degli adipociti e sull’utilizzo dell’energia in condizioni sperimentali controllate. Questi risultati suggeriscono che una segnalazione NNMT alterata possa influenzare la biologia delle cellule adipose e l’efficienza metabolica senza incidere direttamente sull’apporto calorico.
Descrizione del prodotto
Sinonimi: 5-amino-1-metilchinolinio, SCHEMBL6403148, CHEMBL4116828, ZINC552049, STL196667
Massa molare: 159.21 g/mol
Numero CAS: 42464-96-0
ID PubChem: 950107
Ingrediente attivo totale: 6000 mg per confezione (50 mg per capsula)
Durata di conservazione: 36 mesi
Ulteriori informazioni di ricerca:
→ Che cos’è il 5-Amino-1MQ? – Comprendere l’inibizione di NNMT nei modelli di ricerca
Strutture di 5-Amino-1MQ:

Sources PubChem
Contesto di ricerca
La nicotinamide N-metiltransferasi (NNMT) è stata ampiamente studiata come regolatore del metabolismo cellulare e dell’equilibrio energetico, con particolare rilevanza nel tessuto adiposo e nelle vie di segnalazione metabolica. L’attività di NNMT influenza il flusso di nicotinamide e S-adenosilmetionina (SAM) all’interno della via di recupero del NAD⁺ e del ciclo della metionina, rendendola un enzima di grande interesse nella ricerca metabolica.
Nelle indagini di laboratorio, gli inibitori di NNMT a piccola molecola sono stati valutati per la permeabilità di membrana, la selettività e l’attività biochimica. Gli studi in vitro hanno dimostrato che l’inibizione di NNMT può ridurre i livelli intracellulari di 1-metilnicotinamide (1-MNA), aumentando al contempo la disponibilità di NAD⁺ e SAM e modulando la segnalazione lipogenica negli adipociti coltivati in condizioni sperimentali controllate.
I modelli di ricerca preclinica hanno inoltre esplorato gli effetti metabolici della modulazione di NNMT, evidenziandone il ruolo nella funzione degli adipociti, nel metabolismo lipidico e nella regolazione sistemica dell’energia. Questi risultati hanno consolidato l’inibizione di NNMT come un’area attiva di ricerca nel metabolismo e nell’energia cellulare, in particolare negli studi che analizzano le vie dipendenti dal NAD⁺ e l’omeostasi metabolica.
Area di ricerca correlata:
→ NAD⁺ – Composto di grado di ricerca per il metabolismo energetico cellulare

Source: ScienceDirect
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali