NAD+ – Composto di grado di ricerca (1000 mg)
Panoramica
Il nicotinammide adenina dinucleotide (NAD+) è un coenzima essenziale presente in ogni cellula vivente, con un ruolo centrale nella produzione di energia, nelle reazioni redox e nella segnalazione cellulare.
Il NAD+ supporta l’efficienza mitocondriale, influenza l’espressione genica tramite l’attivazione delle sirtuine e contribuisce alla riparazione del DNA.
Le ricerche mostrano che i livelli di NAD+ diminuiscono con l’età, un fenomeno associato a disturbi metabolici, declino cognitivo e altre condizioni correlate all’invecchiamento.
L’integrazione sperimentale mira a ripristinare livelli ottimali, potenzialmente migliorando la resilienza allo stress ossidativo e sostenendo la salute cellulare complessiva.
Ricerca
Gli studi dimostrano che il NAD+ partecipa a reazioni di ossidoriduzione fondamentali, agendo come cofattore per enzimi coinvolti nella glicolisi, nel ciclo di Krebs e nella fosforilazione ossidativa.
Oltre al suo ruolo metabolico, il NAD+ regola vie di segnalazione legate all’omeostasi del calcio, all’infiammazione e al rimodellamento della cromatina.
La diminuzione del NAD+ durante l’invecchiamento è stata collegata a:
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aumento dello stress ossidativo
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danno al DNA
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disfunzione mitocondriale
Questi fattori creano un ciclo di declino metabolico che contribuisce alla senescenza cellulare e alla riduzione della funzionalità dei tessuti.
L’aumento della disponibilità di NAD+ ha dimostrato di:
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attivare enzimi di riparazione del DNA
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stimolare la biogenesi mitocondriale
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migliorare le prestazioni metaboliche in diversi modelli di invecchiamento e malattia
Ulteriori letture sulla ricerca del NAD⁺
Per una panoramica approfondita della biochimica del NAD⁺ e del suo ruolo nel metabolismo energetico cellulare, consultare il nostro articolo Che cos’è il NAD⁺?, che analizza i meccanismi molecolari alla base della funzione del NAD⁺ nei modelli di ricerca sperimentali.
Per esplorare come il NAD⁺ viene studiato nel contesto dei percorsi legati all’invecchiamento, dell’autofagia e del rinnovamento cellulare, fare riferimento alla nostra panoramica di ricerca su NAD⁺ e longevità.
Descrizione del Prodotto NAD+
Sinonimi: nadide, coenzima I, beta-NAD, beta-nicotinamide adenina dinucleotide
Formula Molecolare: C₂₁H₂₇N₇O₁₄P₂
Massa Molare: 663,4 g/mol
Numero CAS: 53-84-9
PubChem: 5892
Quantità Totale del Principio Attivo: 1000 mg (1 flacone)
Shelf Life: 36 mesi
Struttura del NAD+:

Source: PubMed
Contesto di ricerca metabolica correlata
Il NAD⁺ viene frequentemente studiato in modelli sperimentali insieme a composti coinvolti nella regolazione metabolica e nelle vie di segnalazione dipendenti dal NAD⁺. Nella ricerca preclinica, piccole molecole come 5-Amino-1MQ vengono analizzate per il loro ruolo in vie che influenzano la disponibilità intracellulare di NAD⁺, il flusso metabolico e l’equilibrio energetico cellulare.
I ricercatori che esaminano il metabolismo del NAD⁺, la regolazione redox e la segnalazione correlata all’energia possono fare riferimento a materiali di ricerca associati studiati all’interno di questi contesti sperimentali.
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali