Tesamorelin 10 mg – Peptide Analogo del GHRH ad Alta Purezza
Panoramica
Tesamorelin è un analogo sintetico dell’ormone di rilascio dell’ormone della crescita (GHRH) composto da 44 amminoacidi, con una modifica all’estremità N-terminale (gruppo trans-3-esenoloile) che ne migliora la stabilità e la potenza. Legandosi ai recettori del GHRH nell’ipofisi anteriore, il tesamorelin stimola la secrezione pulsatile dell’ormone della crescita (GH), determinando un aumento dei livelli del fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1).
Questo peptide è ampiamente utilizzato nella ricerca focalizzata su metabolismo, distribuzione del grasso e funzione endocrina. Il suo meccanismo d’azione riproduce fedelmente l’attività del GHRH naturale, rendendolo uno strumento di grande valore per lo studio dell’asse GH/IGF-1, della riduzione dell’adiposità viscerale e dei cambiamenti metabolici associati all’invecchiamento.
Ricerca
Farmacodinamica
Il tesamorelin aumenta in modo significativo il rilascio endogeno di GH secondo un pattern fisiologico e pulsatile. I livelli di IGF-1 tendono ad aumentare entro pochi giorni e possono rimanere elevati con una somministrazione quotidiana.
Evidenze cliniche
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In studi clinici randomizzati e controllati, la somministrazione sottocutanea giornaliera (2 mg) ha ridotto il tessuto adiposo viscerale del 15–20% in pazienti con lipodistrofia associata all’HIV nell’arco di 26 settimane.
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Sono stati osservati miglioramenti nei livelli di trigliceridi e colesterolo totale, senza un impatto significativo sul grasso sottocutaneo.
Approfondimenti meccanicistici
La modifica N-terminale rende il tesamorelin resistente alla degradazione da parte della dipeptidil-peptidasi IV (DPP-IV), determinando un’emivita terminale media di circa 30 minuti, superiore a quella del GHRH nativo.
Profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati più comunemente riportati includono reazioni nel sito di iniezione, lieve edema periferico e dolore articolare transitorio. Rischi rari ma segnalati comprendono l’intolleranza al glucosio e la possibile emersione di neoplasie latenti dovuta alla stimolazione dell’asse GH/IGF-1.
Applicazioni di ricerca
Il tesamorelin continua a essere studiato per il suo potenziale nella riduzione del grasso viscerale in popolazioni non affette da HIV, nel supporto alla salute neurocognitiva durante l’invecchiamento e nell’ottimizzazione metabolica nei modelli di deficit dell’ormone della crescita.
Descrizione del Prodotto – Tesamorelin 10 mg
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Formula molecolare: C₂₂₃H₃₇₀N₇₂O₆₉S
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Massa molare: ~ 5196 g/mol
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CAS Number: 901758-09-6
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PubChem ID: 44147413
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Quantità totale di principio attivo: 10 mg di peptide liofilizzato per flaconcino

Source: PubChem
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali