Tesamorelina (10 mg) + Ipamorelina (5 mg) Miscela di peptidi per la ricerca
Panoramica del prodotto
La miscela di peptidi per la ricerca Tesamorelina (10 mg) + Ipamorelina (5 mg) è una formulazione a doppio componente progettata per indagini di laboratorio controllate sulle vie di segnalazione correlate all’ormone della crescita. La Tesamorelina è un analogo stabilizzato dell’ormone di rilascio dell’ormone della crescita (GHRH), caratterizzato da una maggiore resistenza strutturale alla degradazione enzimatica, che consente un’interazione prolungata con il recettore in vitro. L’Ipamorelina è un agonista selettivo del recettore della grelina (GHSR-1a), noto per l’elevata specificità recettoriale e per il profilo minimo di legame fuori bersaglio in contesti sperimentali.
Nel formato combinato, questa miscela consente ai ricercatori di esplorare modelli di attivazione sinergici o comparativi che coinvolgono le vie GHRH-R e GHSR-1a, offrendo un modello versatile per lo studio di eventi di segnalazione intracellulare, modulazione pulsatile del GH, farmacocinetica dei peptidi e dinamiche recettore–ligando.
Descrizione scientifica
La Tesamorelina è un analogo peptidico sintetico e stabilizzato del GHRH umano, che incorpora modifiche volte ad aumentare l’emivita e a promuovere un’interazione sostenuta con il proprio recettore. I modelli sperimentali valutano frequentemente la sua capacità di modulare vie intracellulari dipendenti dal cAMP, fattori di trascrizione associati a CREB e cascate di segnalazione somatotropa.
L’Ipamorelina, un secretagogo pentapeptidico, agisce selettivamente sul recettore GHSR-1a senza coinvolgere vie ormonali secondarie. Il suo profilo di legame consente la valutazione delle dinamiche recettoriali mimetiche della grelina con una riduzione delle interazioni incrociate confondenti osservate nei composti GHRP di classe precedente.
Insieme, Tesamorelina e Ipamorelina formano un sistema complementare a doppio peptide che supporta studi avanzati sull’attivazione coordinata dei recettori, la propagazione del segnale a valle e la stabilità dei peptidi in condizioni di laboratorio controllate.
Background di ricerca
La letteratura scientifica che esamina Tesamorelina e Ipamorelina si concentra frequentemente su:
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Modelli di sinergia recettoriale: attivazione comparativa e combinata delle vie GHRH-R e GHSR-1a
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Analisi farmacocinetica: stabilità, cinetica di degradazione e modellazione dell’interazione plasmatica prolungata
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Mappatura dei segnali intracellulari: vie cAMP-PKA, CREB, PLC e messaggeri calcio-dipendenti
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Simulazioni della pulsatilità dell’ormone della crescita: modulazione del ritmo e modellazione dei pattern di pulso guidati dai recettori
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Relazioni struttura–attività (SAR): modifiche degli amminoacidi e loro impatto sull’affinità recettoriale e sul comportamento funzionale
Il rapporto 10 mg + 5 mg è ampiamente utilizzato in contesti sperimentali grazie alla sua coerenza e idoneità per valutazioni di vie parallele o sinergiche.
Specifiche e identificatori
Tesamorelina – 10 mg
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Formula molecolare: C₂₂₃H₃₇₀N₇₂O₆₉S
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Massa molare: ~5196 g/mol
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Numero CAS: 901758-09-6
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ID PubChem: 44147413
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Ingrediente attivo totale: 10 mg di peptide liofilizzato per flaconcino
Ipamorelina – 5 mg
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Sinonimi: Ipamorelina, NNC-26-0161, Pentapeptide secretagogo dell’ormone della crescita
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Formula molecolare: C₃₈H₄₉N₉O₅
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Massa molare: ~711,87 g/mol
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Numero CAS: 170851-70-4
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CID PubChem: 9831659
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Ingrediente attivo totale: 5 mg di peptide liofilizzato per flaconcino
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali