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SS-31 50 mg with 'PRG' on a white background

SS-31 – Peptide Mitocondriale ad Alta Purezza per la Ricerca 50 mg

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Flacone standard o formato penna – Solo per uso di ricerca

Overview

Questo peptide di grado ricerca è fornito esclusivamente per uso di laboratorio e sperimentale. SS-31 viene studiato in sistemi sperimentali focalizzati sulla stabilità mitocondriale, sulla modulazione dello stress ossidativo e sulla conservazione dell’energia cellulare. I modelli di ricerca esaminano il suo ruolo nel mantenimento dell’efficienza mitocondriale in condizioni di stress.

Il peptide SS-31 è stato approvato dalla FDA nel 2025 per il trattamento della sindrome di Barth, una rara malattia mitocondriale, migliorando la funzione cardiaca e la tolleranza all’esercizio nei pazienti affetti.
Negli studi clinici, il peptide SS-31 dimostra un potenziale nel ridurre i sintomi delle malattie mitocondriali primarie, inclusi affaticamento e debolezza muscolare, attraverso il miglioramento della bioenergetica mitocondriale.

Contesti di ricerca clinica e benefici

Nei pazienti con insufficienza cardiaca, SS-31 mostra risultati promettenti nel ridurre il danno da ischemia-riperfusione cardiaca e nel migliorare la funzione cardiaca complessiva mediante la stabilizzazione mitocondriale.

SS-31 può apportare benefici agli individui con malattie renali proteggendo dai danni renali da ischemia-riperfusione e rallentando potenzialmente la progressione della malattia renale cronica.

Nelle condizioni neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, dati preclinici e clinici iniziali suggeriscono che SS-31 possa mitigare il danno neuronale riducendo lo stress ossidativo mitocondriale.

La fragilità legata all’invecchiamento potrebbe essere affrontata con SS-31, poiché gli studi indicano un miglioramento della funzione muscolare scheletrica e una riduzione dell’infiammazione nei modelli anziani.

SS-31 presenta un potenziale nel trattamento delle cardiomiopatie rare, supportando l’integrità mitocondriale per migliorare la gittata cardiaca e la qualità della vita dei pazienti. Studi clinici hanno dimostrato che l’elamipretide può migliorare il danno miocardico da ischemia-riperfusione e ridurre le complicanze dopo interventi cardiaci.

Per il declino cognitivo associato all’età, la capacità di SS-31 di ripristinare la salute mitocondriale può migliorare la funzione cerebrale e la memoria in contesti clinici.

SS-31 non solo protegge la funzione mitocondriale, ma svolge anche un ruolo nella regolazione del processo apoptotico. Promuove la sopravvivenza cellulare inibendo i segnali apoptotici endogeni e ritardando l’apoptosi cellulare. Questa proprietà rende l’elamipretide promettente nello studio delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, spesso associate a un’apoptosi cellulare anomala.

Nei modelli di degenerazione maculare secca legata all’età, SS-31 ha dimostrato efficacia nel preservare la funzione retinica intervenendo sulla disfunzione mitocondriale delle cellule oculari.
Rallenta la degenerazione dei fotorecettori preservando l’integrità della zona ellissoide (EZ), migliora la visione in condizioni di scarsa luminosità e riduce la progressione dell’atrofia geografica (GA) (sebbene non statisticamente significativa negli endpoint primari di fase 2). Riduce lo stress ossidativo e l’apoptosi nelle cellule dell’epitelio pigmentato retinico (RPE) e offre neuroprotezione senza citotossicità.

Nel complesso, l’ampio potenziale terapeutico di SS-31 si estende anche ai disturbi metabolici, dove potrebbe migliorare la produzione di energia e la sensibilità all’insulina ottimizzando l’efficienza mitocondriale.

Meccanismo molecolare d’azione

Il peptide SS-31, un tetrapeptide sintetico, colpisce selettivamente i mitocondri legandosi alla cardiolipina della membrana mitocondriale interna tramite interazioni idrofobiche con le catene aciliche e interazioni elettrostatiche con i gruppi fosfato.
Questo legame concentra SS-31 nella membrana interna, stabilizzando la morfologia delle creste e ottimizzando l’organizzazione dei supercomplessi della catena respiratoria.

SS-31 interagisce con subunità dei complessi della fosforilazione ossidativa, come il complesso III (QCR2 e QCR6), il complesso IV (NDUA4) e il complesso V (ATPA e ATPB), vicino ai loro siti di legame con la cardiolipina. Queste interazioni migliorano l’efficienza del trasporto elettronico e riducono la produzione di perossido di idrogeno nei mitocondri.

Legandosi alla traslocasi ADP/ATP (ADT1) nello stato aperto verso la matrice, SS-31 previene la perdita di protoni tramite repulsione di carica e migliora la sensibilità all’ADP e l’esportazione di ATP.

SS-31 si lega inoltre alla creatina chinasi di tipo S vicino ai residui di legame della cardiolipina, supportando l’integrità strutturale mitocondriale e il buffering energetico della fosfocreatina.

Nella β-ossidazione degli acidi grassi, SS-31 interagisce con la subunità ECHA dell’enzima trifunzionale vicino al sito attivo, potenzialmente correggendo la perdita di protoni in modelli carenti.

Nel metabolismo del 2-ossoglutarato, SS-31 si lega all’isocitrato deidrogenasi in siti che possono regolare l’attività enzimatica e la produzione di NADPH tramite effetti elettrostatici.
Ulteriori interazioni con subunità del complesso 2-ossoglutarato deidrogenasi e con l’aspartato aminotransferasi suggeriscono che SS-31 moduli il flusso del ciclo TCA e l’omeostasi redox.

Nel complesso, queste interazioni molecolari riducono le specie reattive dell’ossigeno, migliorano la bioenergetica e mitigano la disfunzione mitocondriale a livello proteico e di membrana.

Descrizione del Prodotto – SS-31

  • Sequenza: D-Arg-Tyr(2,6-diMe)-Lys-Phe

  • Formula Molecolare: C₃₂H₄₉N₉O₅

  • Peso Molecolare: 639.8 g/mol

  • PubChem CID: 11764719

  • CAS Number: 736992-21-5

  • Sinonimi: elamipretide, MTP-131, Bendavia

  • Quantità Attiva Totale: 50 mg per flaconcino

 

Contesto di ricerca e panoramica scientifica:
SS-31 (Elamipretide) nella ricerca sulla funzione mitocondriale e sull’energia cellulare

Contesto di ricerca correlato

Per esplorare come l’efficienza mitocondriale e la segnalazione metabolica si intersechino con la ricerca sulle prestazioni muscolari e sul recupero, vedere:
Crescita muscolare e rigenerazione: prospettive di ricerca


Strutture SS-31:

Strutture SS-31

Source PubChem

Uso del Prodotto

Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.

Conservazione dei Peptidi

Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.

Buone pratiche per la conservazione dei peptidi

Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.

Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.

Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.

Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)

Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.

Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.

I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.

Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)

Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.

Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.

Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento

Ripetuti cicli accelerano la degradazione.

Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.

Prevenire ossidazione e danni da umidità

I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.

Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.

Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).

Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.

Conservazione dei peptidi in soluzione

I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.

Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.

Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.

La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.

Contenitori per la conservazione dei peptidi

Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.

Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.

Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).

I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.

Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione

Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio

Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento

Minimizzare l’esposizione all’aria

Proteggere dalla luce

Evitare conservazioni prolungate in soluzione

Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali

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Trasparenza Analitica

Tutti i materiali di ricerca PRG sono sottoposti ad analisi di purezza e identità secondo gli standard di laboratorio dell’Unione Europea. I Certificati di Analisi del produttore (COA) sono disponibili su richiesta. Qualora un’analisi indipendente effettuata da un laboratorio terzo confermi risultati conformi alle nostre specifiche pubblicate, PRG potrà rimborsare i costi di laboratorio verificati previa revisione.

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