SS-31 – Peptide Mitocondriale ad Alta Purezza per la Ricerca 50 mg
Panoramica
SS-31 (elamipretide, MTP-131, Bendavia) è un tetrapeptide sintetico ampiamente utilizzato nella ricerca mitocondriale. Presenta un’elevata affinità per il cardiolipin, localizzato nella membrana mitocondriale interna, dove contribuisce a stabilizzare la struttura delle creste, ridurre lo stress ossidativo e migliorare l’efficienza della catena di trasporto degli elettroni.
Nei contesti di laboratorio, SS-31 è impiegato come molecola modello in studi dedicati alla bioenergetica mitocondriale, ai meccanismi di danno ossidativo, alla stabilità di membrana e all’ottimizzazione dei processi energetici cellulari. È considerato un materiale di riferimento prezioso nei modelli che richiedono l’analisi della funzionalità mitocondriale.
Approfondimenti Scientifici
Studi sulla protezione mitocondriale
-
Si lega al cardiolipin contribuendo alla stabilizzazione delle creste mitocondriali.
-
Riduce la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) nei modelli di stress ossidativo.
Modelli di produzione energetica ed efficienza mitocondriale
-
Supporta l’efficienza della fosforilazione ossidativa.
-
Favorisce l’organizzazione stabile dei supercomplessi della catena respiratoria.
Interazioni molecolari (osservazioni in ambito di ricerca)
-
Interagisce con subunità dei complessi III, IV e V.
-
Può modulare modelli di trasporto ADP/ATP e flusso energetico.
Ciclo di Krebs e β-ossidazione
-
Studi preclinici hanno indicato possibili interazioni con ECHA, IDH e complesso OGDH.
-
Contribuisce al mantenimento dell’omeostasi redox in modelli sperimentali.
Descrizione del Prodotto – SS-31
-
Sequenza: D-Arg-Tyr(2,6-diMe)-Lys-Phe
-
Formula Molecolare: C₃₂H₄₉N₉O₅
-
Peso Molecolare: 639.8 g/mol
-
PubChem CID: 11764719
-
CAS Number: 736992-21-5
-
Sinonimi: elamipretide, MTP-131, Bendavia
-
Quantità Attiva Totale: 50 mg per flaconcino
-
Shelf Life: 36 mesi
Contesto di ricerca:
→ SS-31 (Elamipretide) nella ricerca sulla funzione mitocondriale e sull’energia cellulare
Strutture SS-31:

Source PubChem
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali