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GHK-Cu 50 mg – Peptide di rame ad alta purezza

€130,00
Spese di spedizione calcolate al check-out.
Formato standard in fiala o penna — Solo per uso di ricerca

Panoramica del contesto di ricerca

Questo peptide di grado ricerca è fornito esclusivamente per uso di laboratorio e sperimentale. GHK-Cu viene studiato in modelli di laboratorio focalizzati sul rimodellamento tissutale, sulla comunicazione cellulare e sui meccanismi di riparazione legati alla matrice extracellulare.

Descrizione del GHK-Cu

GHK-Cu (complesso di rame(II) glicil-L-istidil-L-lisina) è un peptide endogeno presente nel plasma umano, nella saliva e nelle urine. Le strutture del GHK-Cu consentono il trasporto sicuro del rame all’interno delle cellule, modulando processi rigenerativi, antiossidanti e antinfiammatori a concentrazioni nanomolari–micromolari.

Stimolazione dei fibroblasti

GHK-Cu attiva i fibroblasti dermici (cellule del tessuto connettivo che producono la matrice extracellulare), migliorando il rimodellamento della matrice extracellulare (ECM). Aumenta l’espressione dell’mRNA (RNA messaggero) per il collagene di tipo I, l’elastina e i glicosaminoglicani (GAG; ad esempio solfato di dermatano, solfato di condroitina, decorina) tramite la via di segnalazione TGF-β (fattore di crescita trasformante beta), incrementando l’espressione dell’integrina β1 e ripristinando la funzione dei fibroblasti nei tessuti danneggiati (ad esempio nei polmoni con BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva)). Aumenta la sintesi del collagene del 70–230 % nei modelli di ferita ed eleva le metalloproteinasi della matrice (MMP; MMP1, MMP2) bilanciando i loro inibitori tissutali (TIMP; TIMP1, TIMP2) per prevenire un’eccessiva degradazione dell’ECM.
Evidenza: Studi in vitro su fibroblasti e modelli di ferite nei ratti mostrano fino a un aumento di 9 volte del collagene; i profili genetici confermano l’attivazione della via TGF-β.

Effetti antiossidanti e antinfiammatori

GHK-Cu imita la superossido dismutasi (SOD) fornendo Cu²⁺ biodisponibile per la Cu,Zn-SOD1 (superossido dismutasi rame-zinco 1), riducendo le specie reattive dell’ossigeno (ROS) come il superossido e i radicali ossidrilici. Blocca il rilascio di Fe²⁺ (ione ferro(II)) dalla ferritina (87 % di inibizione), riduce i sottoprodotti della perossidazione lipidica (ad esempio 4-idrossinonenale, acroleina) e inibisce l’ossidazione delle LDL dipendente dal Cu²⁺ (protezione completa rispetto al 20 % della sola SOD1). Le azioni antinfiammatorie includono la soppressione di NF-κB (fattore nucleare kappa B) p65 e p38 MAPK (chinasi attivata da mitogeni), riducendo TNF-α, IL-6 e fibrinogeno. Nei modelli di danno polmonare, aumenta l’attività della SOD e limita l’infiammazione indotta dai ROS.
Evidenza: Test di protezione UV sui cheratinociti e colture di fibroblasti mostrano una riduzione delle citochine; modelli animali confermano la neutralizzazione dei ROS e la modulazione genica antinfiammatoria.

Potenziamento dell’angiogenesi

GHK-Cu promuove la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi) aumentando la secrezione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) e del fattore di crescita fibroblastico basico (bFGF, noto anche come FGF2) da parte delle cellule staminali mesenchimali (MSC) e dei fibroblasti. Rilasciato dalla proteina SPARC (proteina secreta acida e ricca di cisteina) durante il danno tissutale, stimola la proliferazione delle cellule endoteliali e la crescita vascolare nelle fasi iniziali della ferita, inibendo l’eccesso nelle fasi successive tramite il ripristino di SPARC. I dati genetici mostrano un aumento del 487 % dell’espressione di ANGPT1 (angiopoietina 1).
Evidenza: Studi su ferite nei conigli dimostrano un aumento del tessuto di granulazione e dei vasi; saggi in vitro su MSC confermano l’incremento di VEGF/bFGF.

Modulazione dell’espressione genica

GHK-Cu altera l’espressione di oltre 1.000 geni (ad esempio 1.569 sovraregolati e 583 sotto-regolati con variazioni ≥50 %), agendo come modificatore epigenetico tramite l’inibizione delle istone deacetilasi (HDAC) per invertire il silenziamento genico. Attiva vie rigenerative (ad esempio TGF-β, integrine, p63 (proteina tumorale p63)) e sopprime geni associati al cancro (70 % di 54 geni del cancro del colon metastatico). Nei neuroni, sovraregola 408 geni (ad esempio OPRM1 (recettore oppioide mu 1) +1.294 %) coinvolti nello sviluppo e nel sollievo dal dolore.
Evidenza: Analisi microarray (ad esempio database Connectivity Map) mostrano ampi effetti; la reversibilità genica nella BPCO (127 geni) e l’attivazione del sistema ubiquitina-proteasoma (UPS) (41 geni sovraregolati) supportano il ruolo nella riparazione tissutale.

Contesto del composto e meccanismi di ricerca

Per una panoramica dettagliata e orientata alla ricerca su GHK-Cu, inclusa la sua funzione nella comunicazione cellulare, nel rimodellamento della matrice extracellulare e nella regolazione antiossidante, vedere:
Che cos’è GHK-Cu? – Panoramica di ricerca

Contesto di ricerca correlato

Per esplorare come questo composto si inserisca in quadri sperimentali più ampi focalizzati sull’omeostasi cellulare, sull’equilibrio metabolico, sulla regolazione antiossidante e sul mantenimento funzionale a lungo termine, vedere:
Omeostasi cellulare e mantenimento della salute

Descrizione del Prodotto

  • Product Name: GHK-Cu (Copper Tripeptide)
  • Molecular Formula: C₁₄H₂₃CuN₆O₄
  • Synonyms : Prezatide copper, Copper peptide, BCP32687, SY253680, GHK copper; CG-copper peptide; [N2-(N-Glycyl-L-histidyl)-L-lysinato(2-)]copper
  • Molar Mass : 401.91 g/mol
  • CAS Number : 89030-95-5
  • PubChem : 78122578
  • Total Amount of the Active Ingredient: 50 mg / vial 

Uso del Prodotto

Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.

Conservazione dei Peptidi

Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.

Buone pratiche per la conservazione dei peptidi

Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.

Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.

Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.

Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)

Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.

Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.

I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.

Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)

Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.

Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.

Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento

Ripetuti cicli accelerano la degradazione.

Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.

Prevenire ossidazione e danni da umidità

I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.

Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.

Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).

Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.

Conservazione dei peptidi in soluzione

I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.

Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.

Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.

La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.

Contenitori per la conservazione dei peptidi

Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.

Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.

Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).

I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.

Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione

Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio

Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento

Minimizzare l’esposizione all’aria

Proteggere dalla luce

Evitare conservazioni prolungate in soluzione

Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali

Logo for 'Verified Purity' with a shield design, molecular symbol, and text indicating European laboratory standard.

Trasparenza Analitica

Tutti i materiali di ricerca PRG sono sottoposti ad analisi di purezza e identità secondo gli standard di laboratorio dell’Unione Europea. I Certificati di Analisi del produttore (COA) sono disponibili su richiesta. Qualora un’analisi indipendente effettuata da un laboratorio terzo confermi risultati conformi alle nostre specifiche pubblicate, PRG potrà rimborsare i costi di laboratorio verificati previa revisione.

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