Dihexa – Molecola di Ricerca Cognitiva ad Alta Purezza (20 mg)
Panoramica della Ricerca su Dihexa
Dihexa (N-hexanoic-Tyr-Ile-(6) aminohexanoic amide) è un peptide nootropico sviluppato originariamente presso la Washington State University come possibile trattamento per condizioni neurodegenerative quali Alzheimer, Parkinson e lesioni cerebrali traumatiche.
A differenza di molti potenziatori cognitivi che agiscono aumentando temporaneamente i livelli dei neurotrasmettitori, Dihexa promuove miglioramenti strutturali a lungo termine nel cervello.
Il suo meccanismo d’azione consiste nell’agire come un potente mimetico del fattore di crescita degli epatociti (HGF), legandosi e attivando il recettore c-Met.
Questa via di segnalazione è cruciale per:
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sopravvivenza neuronale
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differenziazione
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plasticità sinaptica
Potenziare l’attività HGF/c-Met consente a Dihexa di favorire la sinaptogenesi, aumentando di fatto il numero e la forza delle connessioni neuronali.
Risultati preclinici su modelli animali
Gli studi hanno mostrato che Dihexa può:
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Migliorare l’apprendimento e le prestazioni mnemoniche, anche in modelli di declino cognitivo
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Revertire deficit cognitivi causati da malattie o traumi
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Favorire la riparazione neuronale e la plasticità strutturale cerebrale
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Mostrare una potenza estremamente elevata (attivo nel range picomolare) senza tossicità misurabile
Descrizione del Prodotto Dihexa
Sinonimi: Dihexa, 1401708-83-5, UNII-9WYX65A5C2, L-Isoleucinamide, N-(1-oxohexyl)-L-tyrosyl-N-(6-amino-6-oxohexyl)
Massa Molare: 504.7 g/mol
Numero CAS: 1401708-83-5
PubChem ID: 129010512
Ingrediente Attivo Totale: 600 mg (20 mg per capsula)
Shelf Life: 36 mesi
Risorse di ricerca correlate:
→ Dihexa — panoramica di ricerca sulla segnalazione neurotrofica e la plasticità sinaptica
→ Analisi comparativa di ricerca: Semax, Selank e Dihexa
Strutture di Dihexa:

Sources PubChem
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali