Capsule di BPC-157 – Peptide da ricerca ad alta purezza (500 mcg per capsula)
Descrizione di ricerca
BPC-157 è un pentadecapeptide sintetico originariamente caratterizzato in studi sperimentali come un frammento stabile derivato da proteine gastriche a funzione protettiva. Nella ricerca di laboratorio, è ampiamente studiato come peptide regolatore multi-via, grazie alla sua interazione con meccanismi di riparazione cellulare, sistemi di segnalazione vascolare e percorsi di modulazione dell’infiammazione.
Piuttosto che agire su un singolo bersaglio molecolare, BPC-157 viene esaminato per il suo comportamento regolatorio ampio nei tessuti connettivi, nella funzione endoteliale e nella segnalazione neurochimica in condizioni sperimentali controllate.
Contesto molecolare chiave nella ricerca
La letteratura sperimentale descrive BPC-157 come un composto che interagisce con numerosi percorsi di segnalazione intra- ed extracellulare, tra cui:
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modulazione dell’attività dei fibroblasti e della dinamica della matrice extracellulare
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regolazione della segnalazione angiogenica associata alle vie VEGF
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influenza sulla segnalazione correlata all’ossido nitrico coinvolta nell’omeostasi vascolare
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partecipazione a cascata di risposta allo stress cellulare e alla segnalazione di sopravvivenza
Queste caratteristiche rendono BPC-157 un peptide frequentemente citato in modelli di ricerca che analizzano la segnalazione della riparazione tissutale, l’adattamento vascolare e i processi infiammatori.
Modelli sperimentali citati nella ricerca
In ambienti di laboratorio controllati, BPC-157 è stato incorporato in modelli sperimentali che esplorano:
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segnalazione del tessuto connettivo in studi su tendini, legamenti e muscoli
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citoprotezione gastrointestinale e stabilità endoteliale
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integrità vascolare e angiogenesi in condizioni di stress
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vie di segnalazione neurochimica, inclusi i sistemi serotoninergici e dopaminergici
Questi studi si concentrano sull’osservazione dei meccanismi, non su applicazioni terapeutiche, e sono progettati per analizzare come la segnalazione mediata dai peptidi influenzi sistemi biologici complessi.
Formato in capsule nei contesti di ricerca
Il formato in capsule di BPC-157 è spesso menzionato nelle discussioni di ricerca che confrontano diversi formati di somministrazione in laboratorio, consentendo ai ricercatori di valutare stabilità, caratteristiche di manipolazione e coerenza sperimentale tra diversi disegni di studio.
Per un contesto scientifico più ampio su BPC-157, inclusi la sua origine e la classificazione generale nella ricerca, consultare:
➝ Che cos’è BPC-157? – Panoramica di ricerca
➝ BPC-157: orale vs iniezione – Prospettive di ricerca
Descrizione del prodotto:
Sinonimi: Body Protection Compound 15, Bepecin, L-Valina, glicil-L-alfa-glutamil-L-prolil-L-prolil-L-prolil-glicil-L-lisil-L-prolil-L-alanil-L-alfa-aspartil-L-alfa-aspartil-L-alanil-glicil-L-leucil-
Massa molare: 1419,5 g/mol
Numero CAS: 137525-51-0
PubChem: 994195
Principio attivo totale: 60000 mcg (500 mcg per capsula)
Durata di conservazione: 36 mesi
Strutture BPC-157:

Sources PubChem
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali