1-MNA (1-Metilnicotinamide) – Composto di Ricerca Metabolica (60 mg per capsula)
1-MNA è una molecola naturalmente presente studiata in modelli di ricerca relativi al metabolismo del NAD⁺, all’equilibrio energetico cellulare e alla segnalazione vascolare. È frequentemente citata in studi sperimentali che esplorano vie metaboliche e associate alla longevità.
La polvere di cloruro di 1-metilnicotinamide (1-MNA o MNA), nota anche come NMN-Cl, cloruro di 1-MNA, cloruro di 3-carbamoil-1-metil-piridinio o MNC, è un metabolita naturale della nicotinamide prodotto a partire dalla nicotinamide attraverso l’azione della N-metiltransferasi (NNMT), che metila la nicotinamide (una forma di vitamina B3) utilizzando S-adenosilmetionina (SAM) come donatore di metile. A lungo considerato un prodotto inerte di escrezione urinaria, recenti ricerche peer-reviewed stabiliscono che 1-MNA è una molecola di segnalazione con effetti antinfiammatori, antiossidanti, antitrombotici, antifibrotici e regolatori del metabolismo. È prodotto in diversi tessuti (fegato, muscolo scheletrico, rene) e mostra potenziale come integratore per migliorare la tolleranza all’esercizio, ridurre la fatica e proteggere la salute cardiometabolica.
Biosintesi e ruolo come miochina nel metabolismo energetico
NNMT è il gene più costantemente sovraregolato nel muscolo scheletrico umano dopo esercizio con deficit energetico (allenamento ad alto volume e bassa intensità + restrizione calorica). I miotubi umani isolati secernono 1-MNA, una nuova miochina che stimola direttamente la lipolisi nel tessuto adiposo per mobilizzare le riserve energetiche, senza effetti su glucagone o insulina. Questo coordina l’utilizzo sistemico dell’energia durante la bassa disponibilità energetica muscolare e può rilevare cambiamenti redox cellulari (Ström et al., Sci Rep 2018; doi:10.1038/s41598-018-21099-1).
Negli epatociti, la sovraespressione di NNMT o il trattamento con 1-MNA stabilizza la proteina SIRT1 (riducendo ubiquitinazione/degradazione proteasomiale), correlando inversamente con l’acetilazione di FoxO1. L’attività di SIRT1 modula la gluconeogenesi e sopprime la sintesi di colesterolo/lipogenesi, sostenendo l’omeostasi metabolica (Roberti et al., Mol Metab 2021; doi:10.1016/j.molmet.2021.101165; Hong et al., J Biol Chem 2015).
Effetti antinfiammatori, antiossidanti e protettivi tissutali
1-MNA inibisce l’attivazione di NF-κB (prevenendo la traslocazione nucleare di p65 e ripristinando IκB-α) e aumenta Nrf2 e gli antiossidanti a valle (HO-1, NQO1).
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Riduce ROS, infiammazione (TNF-α, IL-6, IL-1β ↓ 34–56%), apoptosi (caspasi-3 clivata, BAX/BCL2, TUNEL ↓), ipertrofia e fibrosi (TGF-β, COL-1, CTGF ↓; volume di collagene ↓) in cardiomiociti e tessuto cardiaco.
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Riduce anche trigliceridi plasmatici (↓14%) e LDL (↓35%) (Song et al., Front Cardiovasc Med 2021; doi:10.3389/fcvm.2021.721814).
Benefici aggiuntivi:
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Migliora lo stress ossidativo/morte cellulare indotti da tossicità lipidica nelle cellule tubulari prossimali renali (in vitro/in vivo).
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Inibisce l’inflammasoma NLRP3 nei macrofagi umani tramite riduzione dei ROS (nessun effetto su IL-6 da sola endotossina).
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Previene la disfunzione endoteliale e migliora la capacità di esercizio in modelli diabetici/ipertrigliceridemici; esercita attività antitrombotica mediata da COX-2/prostaciclina.
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Gli effetti antifibrotici sono parzialmente mediati dall’attivazione di SIRT1, che inibisce la segnalazione di TGF-β.
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali