CJC-1295 (10 mg) + Ipamorelina (5 mg) Miscela di peptidi per la ricerca
Panoramica del prodotto
CJC-1295 + Ipamorelina è una miscela a doppio peptide comunemente utilizzata in contesti sperimentali controllati per indagare interazioni coordinate all’interno delle vie di segnalazione correlate all’ormone della crescita. CJC-1295 è un analogo sintetico di peptide tetrasostituito del GHRH, progettato per supportare un’interazione prolungata con il recettore grazie a una maggiore stabilità. Ipamorelina è un agonista selettivo del GHSR (recettore secretagogo dell’ormone della crescita), frequentemente studiato per la sua elevata specificità recettoriale e per il profilo minimo di legame fuori bersaglio nei saggi di laboratorio.
Combinata in un formato 10 mg (CJC-1295) + 5 mg (Ipamorelina), la miscela consente ai ricercatori di esaminare le dinamiche di attivazione multi-via che coinvolgono sia meccanismi mediati dal GHRH sia meccanismi mimetici della grelina, offrendo un modello complementare per lo studio dei modelli pulsatile di rilascio del GH, della sinergia recettoriale e della farmacocinetica dei peptidi in condizioni sperimentali controllate.
Descrizione scientifica
CJC-1295 è un peptide modificato che incorpora la tecnologia Drug Affinity Complex (DAC) in alcune varianti di ricerca, migliorando la sua stabilità plasmatica e la durata dell’interazione con il recettore. Si lega ai recettori del GHRH (GHRH-R), influenzando le cascate di segnalazione intracellulare come cAMP–PKA, l’attivazione di CREB e le vie trascrizionali a valle correlate alla modulazione dell’asse somatotropo.
Ipamorelina, un secretagogo pentapeptidico, si lega selettivamente al GHSR-1a e mostra un’elevata specificità per questo recettore rispetto ai precedenti composti della classe GHRP. Gli studi in vitro valutano frequentemente la sua soppressione selettiva degli ormoni fuori bersaglio mantenendo al contempo una cinetica di legame conservata con il recettore della grelina. La miscela combinata consente l’indagine di eventi di attivazione recettoriale sincronizzata, la modulazione della frequenza dei picchi di GH e il confronto della potenza tra diverse classi di peptidi.
Background di ricerca
La letteratura sperimentale che coinvolge CJC-1295 e Ipamorelina si concentra comunemente su:
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Sinergia delle vie recettoriali: co-attivazione di GHRH-R e GHSR-1a e interazione della segnalazione a valle.
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Modellazione farmacocinetica: confronto tra emivita, stabilità e cinetica di degradazione dei peptidi singoli e combinati.
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Profili di legame peptide–recettore: selettività, affinità recettoriale e influenza sui messaggeri intracellulari.
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Pattern di secrezione pulsatile: simulazione e mappatura della pulsatilità correlata all’ormone della crescita in vitro.
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Relazioni struttura–attività (SAR): come sostituzioni e motivi di sequenza influenzano stabilità e funzione.
Il formato della miscela (10 mg + 5 mg) fornisce un rapporto pratico per ricerche comparative e modelli combinati, consentendo condizioni sperimentali coerenti tra le repliche.
Specifiche e identificatori
CJC-1295 – 10 mg
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Formula molecolare: C₁₅₂H₂₅₂N₄₄O₄₂
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Massa molare: ~3367,9 g/mol
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Numero CAS: 863288-34-0
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ID PubChem: 56841945
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Ingrediente attivo totale: 10 mg di peptide liofilizzato per flaconcino
Ipamorelina – 5 mg
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Sinonimi: Ipamorelina, NNC-26-0161, Pentapeptide secretagogo dell’ormone della crescita
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Formula molecolare: C₃₈H₄₉N₉O₅
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Massa molare: ~711,87 g/mol
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Numero CAS: 170851-70-4
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CID PubChem: 9831659
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Ingrediente attivo totale: 5 mg di peptide liofilizzato per flaconcino
Uso del Prodotto
Questo articolo è fornito esclusivamente per scopi di ricerca.
Conservazione dei Peptidi
Tutte le informazioni fornite da PRG hanno finalità esclusivamente educative e informative.
Buone pratiche per la conservazione dei peptidi
Per mantenere l’affidabilità dei risultati di laboratorio, è essenziale conservare correttamente i peptidi.
Condizioni di conservazione adeguate aiutano a preservarne la stabilità per anni, proteggendoli da contaminazione, ossidazione e degradazione.
Sebbene alcuni peptidi siano più sensibili di altri, seguire queste linee guida permette di prolungarne significativamente la durata e l’integrità strutturale.
Conservazione a breve termine (da giorni a mesi)
Conservare i peptidi al fresco e protetti dalla luce.
Temperature inferiori a 4 °C sono generalmente adeguate.
I peptidi liofilizzati possono rimanere stabili a temperatura ambiente per alcune settimane, ma la refrigerazione è comunque preferibile se non vengono utilizzati subito.
Conservazione a lungo termine (da mesi ad anni)
Conservare i peptidi a –80 °C per la massima stabilità.
Evitare congelatori no-frost: i cicli di sbrinamento possono causare variazioni di temperatura dannose.
Ridurre i cicli di congelamento–scongelamento
Ripetuti cicli accelerano la degradazione.
Suddividere i peptidi in aliquote prima della congelazione.
Prevenire ossidazione e danni da umidità
I peptidi possono essere compromessi dall’esposizione all’aria e all’umidità — in particolare appena rimossi dal congelatore.
Lasciare che la fiala raggiunga la temperatura ambiente prima di aprirla per evitare condensa.
Tenere i contenitori chiusi il più possibile; se disponibile, richiuderli sotto gas secco e inerte (azoto o argon).
Amminoacidi come cisteina (C), metionina (M) e triptofano (W) sono particolarmente sensibili all’ossidazione.
Conservazione dei peptidi in soluzione
I peptidi in soluzione hanno una durata molto più breve rispetto alla forma liofilizzata e sono più soggetti a degradazione batterica.
Se necessario conservarli in soluzione, utilizzare buffer sterili a pH 5–6.
Preparare aliquote monouso per evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento.
La maggior parte delle soluzioni peptidiche resta stabile fino a 30 giorni a 4 °C, ma le sequenze più sensibili devono rimanere congelate quando non utilizzate.
Contenitori per la conservazione dei peptidi
Scegliere contenitori puliti, integri, chimicamente resistenti e della dimensione adeguata al campione.
Fiale in vetro: offrono chiarezza, durata e resistenza chimica.
Fiale in plastica: polistirene (trasparente ma meno resistente) o polipropilene (traslucido ma resistente ai reagenti).
I peptidi spediti in fiale di plastica possono essere trasferiti in vetro per conservazioni prolungate.
Regenesis Peptide – Suggerimenti rapidi per la conservazione
Conservare i peptidi in un ambiente freddo, asciutto e buio
Evitare cicli ripetuti di congelamento–scongelamento
Minimizzare l’esposizione all’aria
Proteggere dalla luce
Evitare conservazioni prolungate in soluzione
Suddividere in aliquote secondo le esigenze sperimentali